Hip-Hop Albums of the Year

20 May, 2025

Bassi Maestro — Contro gli estimatori


Primo album ufficiale solista di Bassi Maestro, rapper ventenne di Milano che si avvicina all'hip-hop da adolescente e apre la strada a tutti in Italia anche grazie a questo disco. L'album segue due EP, "Furia Solista" (1992) e "Bastian Contrario" (1993), ed è pubblicato dalla Mix Men, etichetta fondata da Bassi stesso assieme agli Otierre, gruppo dal quale provengono anche gli ospiti Esa e La Pina, oltre a Tormento dei Sottotono, fratello di Esa.

Il disco si differenzia dai lavori passati di Bassi come "Furia Solista", mettendo in mostra diversi brani autocelebrativi e guardando spesso dall'altra parte dell'Atlantico, dalla produzione ai testi ai flussi all'atmosfera agli omaggi più o meno facili fino alla cover sfocata e con un font che è ispirato alle cover della No Limit Records anche se il font manca di epicità e "pesantezza".

Lo stesso autore lo ha un po' ridimensionato, a ragione, come un lavoro quasi studentesco ed elementare principalmente a causa dei testi e degli schemi metrici, tuttavia, è un ascolto godibile e squisito merito di una produzione semplicemente fantastica che privilegia un suono newyorkese e di una splendida sequenza di citazioni e riferimenti televisivi e cinematografici, tra cui spiccano "Una pallottola spuntata" (1988), "Terminator" (1984), "Carlito's Way" (1993), "Casinò" (1995) e una "Poltrona per due" (1987; in Italia il film diverrà un cult solo diversi anni dopo l'uscita dell'album), oltre agli omaggi ai grandi interpreti americani e ci sono tributi a tutti, da quello introduttivo dove Bassi prende Diamond D da un pezzo degli Alkaholiks, a "Illmatic" di Nas, passando da Dr. Dre, Snoop Dogg, Biggie, Black Moon, Rakim, Biz Markie, Keith Murray, tutta la DITC fino a 2Pac.

L'album propone tre quarti d'ora di buona musica, oltre un terzo dei brani sono brevi strumentali, e non presenta tracce particolarmente deboli: tra le tracce migliori del disco spiccano la cupa "Niente amore", probabilmente una delle migliori dell'intero catalogo dell'artista, dove omaggia Brand Nubian, Queen Latifah (in un remix di un brano di Brandy, anch'ella già tributata), Gang Starr, Beatnuts, Mobb Deep e KRS-One, la divertente "Ad occhi aperti" e la rilassata e leggera "Tempo di cazzeggio" che praticamente chiude il disco e il fatto che un'ottima traccia termini l'album di Bassi diverrà in seguito un tratto tipico della sua discografia.

Merita un paragrafo a parte "Ad occhi aperti", che è la perla del primo CD di Bassi Maestro, una traccia allegra «New York style» dedicata alla rivalità tra East e West Coast con Tormento, l'unico ospite al quale l'autore concede una strofa. I due scherzano per tutto il tempo sul fatto che uno sia un appassionato della East Coast mentre l'altro della West Coast, con conseguenti omaggi agli emcees delle due coste, a partire dal ritmo che Bassi coglie saggiamente da "A Change is Gonna Come" di Otis Redding, appena usato da Guru per uno dei brani più belli della sua serie "Jazzmatazz" e che qualche mese dopo RZA renderà immortale spezzettandolo e ritagliandolo per costruire il beat di "Fish" nell'esordio di Ghostface Killah, una delle produzioni hip-hop più belle degli anni novanta.

In definitiva è un buon disco, anche se non all'altezza dei migliori album hip-hop usciti in Italia nel corso della stagione.

Rating: 6/10.

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